10 curiosità del cammino di Santiago

19 September, 2016 - Redacción

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10 curiosità del cammino di Santiago

Centinaia di chilometri, decine di percorsi alternativi e un cammino con 12 secoli di storia non sono pochi. Noi di Turista Curioso abbiamo deciso di riunire le 10 curiosità più interessanti, alcune basate anche su leggende storiche, a proposito del Cammino di Santiago.

 

L’origine del gioco dell’oca. Alcuni studi affermano che si tratta di un gioco iniziatico costruito per le gilde dei costruttori medievali e sembra rappresentare il Cammino di Santiago. I ponti sono simboli di transizione, cambiamento e la iconografia si incastra perfettamente con alcuni ponti che si trovano sulla rotta giacobea. Inoltre l’oca è sempre stato considerato un animale legato al mistero e ogni oca rappresenterebbe un punto importante per superare una tappa della propria vita e raggiungere un obiettivo particolare attraverso l’esperienza del cammino.

 

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Si, l’incensario principale è caduto qualche volta. Si è detto che l’incensario principale agganciato alla cupola della cattedrale di Santiago si è più volte sganciato dalla catena che lo regge, cadendo senza causare, fortunatamente, vittime. La funzione del primo incensario installato verso il XIV secolo era quella di coprire l’odore dei pellegrini che giungevano alla chiesa dopo lunghe giornate di cammino. Alcuni assicurano inoltre che l’incenso che viene liberato ha proprietà terapeutiche per le persone con problemi respiratori.

 

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Il piacere di ammirare il panorama. Vicino a Santiago de Compostela è possibile vivere una delle esperienze più piacevoli per i pellegrini, quella di ammirare le torri della cattedrale dal Monte del Gozo. Il nome deriva proprio dal momento di gioia e conforto che si vive giungendo sulla cima dell’altura del Monxoy, nome che deriva proprio dall’espressione di alcuni pellegrini francesi, giunti sulla cima gridando ‘mon joie’ (che felicità).

 

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1001 versioni sul simbolo della conchiglia. Sul tema ci sono molte storie e opinioni differenti ma la più curiosa è la leggenda del matrimonio del figlio del conte di Bouzas (Pontevedra) che, per richiamare l’attenzione della fidanzata decise di cavalcare le onde del mare con il suo cavallo. Di colpo un’onda lo portò al largo ma il cavaliere invocò il cielo e miracolosamente una forza lo trascinò fuori dalle onde, riportandolo sano e salvo sul bagnasciuga. Uscendo dall’acqua tutti i suoi abiti erano pieni di conchiglie di Vieira. Proprio in quei giorni stava arrivando a Camposanco (Compostela) un’imbarcazione con a bordo le reliquie di Santiago Apostolo, riportate dalla Palestina. Come grazia per essersi salvato dalla morte, il figlio del Conte andò a Santiago per offrire proprio una conchiglia.

 

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Fonti ‘nascoste’. Un’altra leggenda racconta che un pellegrino che si trovava, esausto, sull’Alto del Perdon, a pochi chilometri da Pamplona, fu tentato dal diavolo: se avesse rinnegato Dio, la Vergine o Santiago avrebbe ricevuto in cambio dell’acqua fresca, prelevata da una fonte occulta. Ma il pellegrino rifiutò e resistette alla tentazione e, a quel punto, gli apparve Santiago apostolo, vestito da pellegrino, che lo accompagnò alla Fonte Reniega facendolo bere con la sua conchiglia.

 

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La prima guida del pellegrino del Cammino di Santiago, la base delle guide attuali. Negli anni ‘80 Padre Elias Valiña, sacerdote della Parrocchia di O Cebreiro, cominciò a segnalare il Cammino di Santiago indicando il percorso con frecce gialle lungo la strada dei Pirenei, fino a Santiago stessa. Anni dopo pubblicò quella che si considera oggi la base più certa del cammino giacobeo originale.

 

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I seni di formaggio e il sorriso di Danieliño. La statua del profeta Daniel, ubicata nel portico della gloria della Cattedrale di Santiago, mostra un sorriso e uno sguardo intrigante rivolto verso una statua adiacente, raffigurante una donna con i seni prosperi (si dice la Regina di Saba o Esther). La leggenda narra che un tempo le autorità ecclesiastiche, turbate dalla dimensione di quei seni, ne ordinarono la riduzione. Il popolo galiziano, con l’intento di restituire, in qualche modo, gli attributi perduti alla scultura, cominciò a produrre formaggio con la forma di un seno, specialità tutt’ora in produzione.

 

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Santo Domingo della Calzada e la gallina resuscitata. Una delle leggende del Cammino di Santiago è quelal del miracolo del gallo e della gallina resuscitati. Si dice che a Santo Domingo della Calzada arrivò una coppia tedesca con un figlio, Hugonell, di 18 anni. La ragazza della locanda dove alloggiavano si innamorò di lui ma siccome il giovane la rifiutò lei decise di vendicarsi accusandolo di furto e denunciandolo. All’epoca il misfatto era punito con la pena di morte e il giovane fu arrestato e portato alla forca. I genitori, tornando da Santiago de Compostela, lo trovarono però ancora vivo e si recarono a casa del Sindaco per raccontargli l’accaduto miracoloso. Il sindaco rispose che il loro figlio poteva essere vivo come il gallo e la gallina che lui aveva nel piatto e, in quel momento, i due volatili si coprirono di piume e svolazzarono via. In ricordo di questo prodigioso evento, all’interno della cattedrale vengono tenuti, ogni mese, un gallo e una gallina e spesso si sente il gallo cantare.

 

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Gli aspetti picareschi del Cammino. L’abito del pellegrino era spesso usato dai nullafacenti e dai furfanti per mascherarsi e nascondersi. Per evitare i furti e i raggiri compiuti sul cammino da questi personaggi, Felipe II proibì agli spagnoli l’uso dell’abito da pellegrino, permettendone l’utilizzo solamente ai viandanti stranieri. Il pellegrino era solitamente vittima appetibile di picari e ruffiani. I locandieri mescolavano l’acqua col vino, spacciavano denaro falso o servivano pietanze avariate. Verso il 1133 le autorità di Compostela ammonirono i commercianti intimando loro di comportarsi correttamente con i pellegrini, così come erano soliti fare con i residenti.

 

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I giubilei non religiosi. Santiago de Compostela è un centro mondiale di pellegrinaggio ma ha anche un giubileo pagano. Molti giovani anticlericali chiamano ‘giubileo pagano’ lo spegnere una sigaretta sulle natiche degli angeli dislocati attorno ai capitelli dell’ingresso della Casa de Verela.

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