10 hotel veramente rock

26 June, 2015 - Redacción

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Inevitabile associare l’età dorata del rock&roll alle camere degli hotel più suggestivi d’America.
Le stelle in tournée hanno sempre avuto il loro quartier generale in lugubri due stelle o in grandi complessi lussuosi che erano soliti trasformare, per il terrore del personale, nello scenario dedicato alle loro pulsioni incontrollabili e ai loro vizi peggiori.
Erano tempi un po’ selvaggi ma tuttavia permane vivido l’ardore di quelle feste leggendarie in hotel che ancora sopravvivono o nelle nuove strutture che sono nate sulla scia di un’epoca gloriosa. Un’era che, per la gioia delle compagnie assicurative… non tornerà.
Il marketing del rock però non dorme mai e non è facile dimenticare storie proibite, cronache degli eccessi e televisori lanciati nel vuoto. Lunga vita al rock&roll e ai suoi hotel!

 

THE CHELSEA HOTEL (NEW YORK)
Un mito non solo legato alla musica rock ma a tuta la cultura underground e ad un’epoca perduta, un tempio che sopravvive nonostante la chiusura (dato che anche New York non è più quella di un tempo). L’ultima notizia è che, in mano al gruppo Chelsea Hotels, lo stabile minaccia di riaprire i battenti nel 2016. Ma i suoi inquilini saranno altri e le sue storie non avranno più a che fare con quelle di Leonard Cohen e Janis Joplin, con quelle di Patti Smith e Robert Mapplethorpe, con quelle di Bob Dylan, Dennis Hopper o William Borroughs, con amori e vite al limite, con quelle di Nancy e Sid, Sid e Nancy nella camera 100. Questo è l’hotel ‘rock’ per eccellenza.

 

Chelsea-Hotel
 
HARD ROCK HOTEL (IBIZA)
Contrasto profondo tra la leggenda moribonda di una Manhattan contro culturale e la festa perpetua e l’edonismo di Ibiza. Dall’anno scorso la catena Hard Rock ha il suo primo hotel europeo e dall’inaugurazione ha reso chiara la sua proposta ricettiva, dato che l’hotel è sede di concerti multiculturali. E poi c’è il merchandising marchiato, con collezioni di artisti rockettari e la possibilità per gli ospiti di formare in loco la propria band o richiedere lezioni di chitarra Fender. Un’enorme mano cornuta riceve i visitatori…Esibizionismo? Benvenuti al concerto, grazie per essere qui…

 

Hard-Rock-Ibiza
 
ANDAZ WEST HOLLYWOOD (LOS ANGELES)
Altra icona del rock&roll way of life, santuario dell’eccesso, un hotel fuorilegge con centinaia di precedenti e nessuna condanna. Annoverare le tacche di tutti i suoi record è praticamente impossibile. Ecco le principali:
– I Led Zeppelin, a metà degli anni 70, rasero al suolo i 6 piani che avevano riservato e il batterista John Bonham percorse i corridoi dell’hotel in moto.
– Jim Morrison lo utilizzò come residenza personale finché non fu cacciato per l’abitudine di passeggiare sui cornicioni.
– Il leader degli slipknot cercò lanciarsi da un balcone dell’ottavo piano ma fu fermato in tempo.
Ma soprattutto, il West Hollywood è l’hotel dove Keith Richards lanciò, nel 1972, un televisore dalla camera 105. O fu Keith Moon dei ‘The Who’? O furono entrambi?

 

Andaz-West-Hollywood-

 

JOSHUA TREE INN (JOSHUA TREE)
Siamo sempre in California ma nel deserto magico degli alberi di Giosuè, dove possiamo ancora soggiornare in uno dei motel più incantevoli degli Stati Uniti.
Colore, calore, un’incantevole piscina e camere rustiche con aneddoti musicali di ogni tipo. Il più famoso (e realmente confermato, con Phil Kaufman e Keith Richards come testimoni) è quello che possiamo leggere coricati sul letto della camera 8, la stessa dove il cantante country-rock Gram Parsons è morto di overdose nel 1973 e che rende omaggio alla sua memoria in un ambiente sorprendente.
Le sue foto, i suoi ricordi, i suoi amici…e la sua musica eterna, che gli ospiti possono ascoltare collegando il lettore musicale disponibile in camera.

 

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BACKSTAGE HOTEL (AMSTERDAM)
Un hotel tematico di e per rockettari. Da un lato è accogliente e molte stelle del momento, come ‘Tv on the Radio’ o ‘Fleet Foxes’, vi soggiornano quando arrivano in città durante le loro tournées, anche se la politica sulla riservatezza è severa. Dall’altro, l’arredamento è un po’ commerciale e dedicato completamente alla musica (c’è un bar per mitomani con pianoforte autografato e una camera che ricorda le sale prova, con valigie rigide per strumenti, specchi da camerino, panche per sedersi alle tastiere e foto…tante foto.

 

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HARD DAY’S NIGHT HOTEL (LIVERPOOL)
L’hotel tematico dei Beatles è un moderno boutique hotel in pieno centro dove ci si reca in pellegrinaggio se si vuole dar sfogo alla beatlemania. I fans hanno di che intrattenersi e materiale sufficiente da fotografare: statue dei 4 musicisti a grandezza naturale all’ingresso, un jukebox di Jellow Submarine nella hall, riviste e locandine dell’epoca, copie dei singoli, arte pop e foto a bizzeffe in ogni angolo. La suete John Lennon include un pianoforte bianco perché gli ospiti possano dimostrare di conoscere Imagine ad occhi chiusi. A hard day’s night in hotel!

 

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FOURMONT THE QUEEN ELISABETH (MONTREAL)
Degna continuazione dell’hotel precedente. Non è che sia così ‘hippie’ ma la rivoluzione dell’amore ha avuto come epicentro, nel 1969, il letto di una delle sue camere, la 1742. Il letto di questa alcova si copre, ogni 8 dicembre, di due dozzine di rose per un triste ricordo. E’ infatti la camera in cui John Lennon e Yoko Ono protestarono contro la guerra togliendosi semplicemente gli abiti e facendo l’amore sotto gli occhi di fotografi e telecamere. Ed è proprio tramite la bed-in for peace che alla fine ci è giunta ‘Give peace a chance’.

 

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PHOENIX HOTEL (SAN FRANCISCO)
Se sei una celebrità o una stella del rock e dormi in città, dormi in questo hotel. E’ tassativo. Come mai passano tutti per le sue camere, la sua piscina e il suo design rilassante? Beh, è l’alone di vecchio motel degli anni ’50 nel quartiere di Tenderloin che fa si che i Red Hot Chili Peppers, David Bowie, Pearl Jam, REM o Little Richard si sentano a loro agio e con grande stile, anche senza orpelli. E così i Motley Crue. Inoltre non mancano leggende metropolitane come i racconti di strani attacchi di uccelli ad alcune delle band che vi soggiornano. Irresistibile.

 

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HEARTBREAK HOTEL (MEMPHIS)
L’hotel di Elvis, non serve aggiungere altro. Anche se da sempre in ristrutturazione e in attesa che, nel 2016, si inauguri il complesso The Guest House a Graceland, l’hotel del disinganno è tutto nostalgia nell’Elvis Presley Boulevard. Un tripudio di colori vibranti, dall’oro all’azzurro, al rosso, al bruno. Con tutte le comodità, incluso un servizio riservato di film di Elvis, le camere rispondono alle aspettative con stile retro e decadente, a immagine e somiglianza della tenuta di Graceland. La Hollyvood Suite, la Burning Love suite, la Graceland Suite, la Gold&Platinum Suite…un sogno per i fans di Elvis che possono rinfrescarsi nella piscina a forma di cuore…spezzato.

 

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CHATEAU MARMONT (LOS ANGELES)
Non potevamo terminare questa carrellata degli eccessi dell’ospitalità rock&roll senza tornare ad una delle città feticcio e a uno dei suoi templi più sacri, un hotel fortezza, che riprende lo stile di un castello francese sulla Loira in piena Sunset Strip. Un hotel che ha visto nascere e morire tante stelle e che continua ad essere un santuario, come a saputo renderlo Sofia Coppola nel suo film ‘Somewhere’. Le sue stanze e i suoi bungalows sono stati testimoni di feste, baccanali di sesso e droga, di discese agli inferi e colpi di coda glamour della Hollywood in bianco e nero. Qui è passato a miglior vita il Blue Brother John Belushi, qui ha vissuto Jim Morrison, qui hanno messo in moto le loro Harley Davidson i Led Zeppelin, qui hanno soggiornato le vere star del cinema, della letteratura e del rock&roll.

 

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