Capo Nord. Punto di arrivo per entrare nella storia dei viaggi.

4 August, 2016 - Redacción

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Capo Nord. Punto di arrivo per entrare nella storia dei viaggi.

Dopo 48 ore di nave, facendo solo una sosta di 4 ore a Tromsø e aver dormito su dei meravigliosi divani nella hall della famosa Hurtigruten (traghetto postale che connette tutti i porti dei fiordi norvegesi) arrivo a Honningsvåg. Al mio arrivo c’è Jolanta, una host di couchsurfing 50 enne amante del fare maglioni cappellini e tutto con la lana.
Prima di andare a casa la accompagno a prendere della lana per i suoi lavoretti.
Poi andiamo al supermercato e compriamo una valanga di cose.
Gli chiedo come mai e mi dice che ha casa ci sono 5 ragazzi polacchi.
Come?
Arriviamo a casa e scopro che Jolanta vive nell’ ultimo villaggio prima di Capo Nord. Si chiama Skarsvåg ed è di una tristezza allucinante. Mi racconta che di inverno nel villaggio ci sono solo 26 persone. Adesso capisco perché si suicidano.
Arrivati ci sono davvero 5 ragazzi polacchi. Questi pazzi squilibrati stanno facendo Polonia – Capo Nord con un camioncino Volkswagen arancione e blu che è uno spettacolo.
Si chiamano Artur, Pawel, Marcin, Adrian, Carol ed hanno tutti 21 anni. Parliamo del loro viaggio e
mi fanno vedere il loro furgoncino. Meraviglioso.

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Mi raccontano che sono riusciti a trovare degli sponsor che gli hanno permesso di avere sconti sui traghetti e sulla benzina, ma ora sono bloccati qui perché hanno un problema al motore e che non si fidano a partire per tornare indietro.
Quindi aspettano il pezzo di ricambio e poi, forse un giorno, ripartiranno per tornare a casa. Chiacchieriamo e nel frattempo mi scrive Vitalij (l’autostoppista ucraino incontrato a Bodø) chiedendomi dove sono. Gli rispondo che sono vicino a Capo Nord. Mi risponde che anche lui è a Capo Nord, e che stanotte ha dormito in tenda perché non ha trovato posti dove stare.
Allora mi mobilito e chiedo a Jolanta se può dormire anche lui qui.
Lei accetta senza problemi e andiamo a prenderlo. Arriviamo a Capo Nord. Per entrare i turisti dovrebbero pagare una tassa di circa 20 euro, ma Jolanta mi dà un tesserino che mi dice che sono residente lì. Entriamo ma decido di non andare a vedere il monumento e tutto il complesso. Lo farò a tempo debito, arrivandoci in autostop.
Troviamo Vitalij, lo abbraccio e gli presento Jolanta. Una volta a casa mi ricorda della promessa del bagno a Capo Nord. Me ne stavo quasi scordando.
Vabbè, chiediamo ai polacchi se qualcuno si vuole aggiungere e solo Pawel, Artur e Marcin accettano.
Cerchiamo una spiaggettina su Google Maps e la troviamo.
Partiamo tutti coperti, ci saranno 8 gradi fuori.
Ma c’è da spingere il Van per far partire il camioncino.
La scena mi ricorda molto il film “Little Miss Sunshine”. Tutti a spingere e via che si parte verso la cazzata del secolo. Arriviamo alla spiaggettina.

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Solite foto di rito e poi via a lanciarsi nell’acqua gelida del Mar Glaciale Artico.
Se a Bodø faceva freddo, qui si muore. Il tutto dura pochi secondi, e troviamo anche il coraggio di uscire e rituffarci dentro.
Ci asciughiamo e poi incredibilmente il camioncino riparte senza spinta. Torniamo a casa e a turno ci facciamo una doccia bollente. Poi decido che voglio imparare a fare la maglia. Il che risulta decisamente più difficile del previsto. Vitalij ci riesce, io proprio per niente.
Vabbè, cucino, che sono più bravo. Faccio una carbonara a questo giro, e nonostante le porzioni, per 8 persone, e gli ingredienti viene decente. Tutti si riempiono la pancia. Io pulisco il delirio lasciato in cucina, Vitalij fa la maglia, i polacchi cercano di aggiustare il furgoncino e poi distrutti ci abbandoniamo in un sonno. La nostra stanza sembra un accampamento.
Ma è bello, sono contento. Domani vado a Capo Nord. Domani arrivo al traguardo.
La temperatura durante la notte sballa e mi trovo varie volte ad uscire e rientrare dal sacco a pelo. In definitiva mi sveglio attorno le 10 con la gola che brucia.
Il bagno sta facendo sentire le sue conseguenze.
Mi faccio un tè caldo con del miele e mi riaddormento.
Mi risveglio attorno a mezzogiorno con Vitalij che fa la maglia. Facciamo della colazione con pane e marmellata e piano piano si svegliano tutti. Cerchiamo Jolanta ma starà dormendo, boh.
Io e Vitalij decidiamo di andarcene oggi. Io vado a Capo Nord e da lì bus nella notte per Rovaniemi in Finlandia per poi scendere col treno fino a Helsinki. Lui da bravo autostoppista non sa la sua prossima meta. Ma prima di andarcene vorremmo mangiare e salutare Jolanta. Il tempo passa e lei non si alza. Decidiamo di farci una passeggiata in questo paesino tristissimo è tempo 15 minuti siamo già di ritorno. E lei non è ancora in piedi.
Vabbè parlo con i ragazzi polacchi se vogliono una pasta e raccogliamo ciò che abbiamo e arriviamo ad avere un menù da ristorante stellato:
– Un chilo e mezzo di pasta, ma di tre tipi diversi.
– Due buste di sugo istantaneo polacco dal dubbio gusto.
– Una busta di parmigiano, anche esso dal dubbio gusto.
Vabbè ci proviamo, e il risultato non è il migliore ma neanche il peggiore.
Ci riempiamo la pancia e poi finalmente Jolanta si sveglia. Gli diciamo la nostra scelta, la salutiamo e la ringraziamo. Lei ci lascia della frutta per il viaggio e torniamo giù a salutare i polacchi.
Poi prendiamo i nostri zaini e ci mettiamo in cammino.
Nella strada per andare all’incrocio dove fare autostop incontriamo le renne.
Le rincorriamo.
Poi si rendono conto di essere in notevole maggioranza e ci rincorrono a noi.
Scappiamo.
Proviamo a stare col pollice all’insù ma come ovvio che era da un paesino di 60 residenti (in estate) non parte e non arriva nessuno, quindi è decisamente difficile fare autostop.
Poi a pochi metri dall’incrocio incontriamo delle ragazze svizzere che ci chiedono dove andiamo.
Loro vanno a Nordkapp. Ci danno un passaggio.
Accompagnano Vitalij fino all’incrocio e lo saluto augurandogli il meglio in tutto.
Sono stato fortunato ad incontrarlo. Poi le ragazze mi portano a Nordkapp. Per entrare bisognerebbe pagare la famosa tassa, ma le ragazze hanno già pagato, solo per loro tre, ma al varco non controllano bene e riesco a passare senza pagare. Bandito italiano come direbbe un amico svizzero.

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E finalmente. Dopo 26 giorni di viaggio arrivo a Capo Nord.
C’è una nebbia assurda ed è pieno di turisti. Ma la soddisfazione di esserci arrivato è tanta tanta tanta.
Foto di rito, saluto le svizzere e conosco un turco che l’ha raggiunto da Ankara in moto.
Chiacchieriamo e poi andiamo a vedere il film su Nordkapp.
Molto bello. Anzi bellissimo. Compro delle cartoline e qualche souvenir.
Poi saluto il turco e aspetto l’una per prendere il bus. Durante l’attesa continuo ad andare al globo in ferro che c’è sulla punta della scogliera.
Finalmente ci sono arrivato, finalmente sono a Capo Nord! Mangio qualcosa. I soliti panini e poi mi concedo un muffin. Riguardo il film un’altra volta e poi vado a prendere il bus.
Ora altri 4000 km, 6 stati, e forse, tornerò a casa.

Il Bardo

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