LE 7 PRESUNTE ENTRATE DELL’INFERNO

26 November, 2016 - Redacción

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LE 7 PRESUNTE ENTRATE DELL’INFERNO

1- Hierápolis (Pamukkale, Turchia)
Nell’Antica Grecia e nella Roma Classica si credeva che l’inferno fosse collegato col mondo terreno attraverso la Porta di Plutone, il dio romano dell’aldilà. Nel 2012, un gruppo di ricercatori italiani trovò una grotta che corrispondeva alla Porta di Plutone a Hierápolis, nella città di Pamukkale (Turchia), famosa per le sue acque termali. Anticamente, si diceva che chi attraversava questa porta, moriva. La cosa certa è che, durante gli scavi del 2012, gli archeologi si accorsero di quanti uccelli morivano asfissiati quando si avvicinavano all’entrata della grotta. Il motivo? L’emanazione di gas tossici letali in questo luogo. Almeno, è meglio pensare che sia per questo…

hierapolis

2- Lago d’Averno (Napoli)
Averno è una parola che viene dal greco e significa “senza uccelli”. Dietro a questo significato si nasconde la stessa ragione di Hierápolis: l’emanazione di gas tossici che poneva fine alla vita degli uccelli che cercavano di posarsi nelle prossimità di questo lago del sud Italia. Ma al di là (è il caso di dirlo) di questo significato, se ne nasconde un altro più noto: l’Averno è l’Inferno.

averno

3- Monte Osore (Giappone)
Secondo la tradizione giapponese, il monte Osore è il luogo dove si fermano le anime nel loro cammino verso l’aldilà. L’attività vulcanica di questa zona del Giappone colora le acque di bollicine gialle e lascia nell’aria un forte odore di zolfo. E sappiamo già chi si dice che odori di zolfo…

osore

4- Vulcano Masaya (Nicaragua)
Nel XVI secolo, i conquistatori spagnoli credevano che il vulcano Masaya fosse la bocca dell’inferno. La leggenda dice che gli indigeni consultavano una strega nel vulcano, la quale aveva predetto l’arrivo degli spagnoli: questi pensavano che la strega fosse in realtà il diavolo. Fray Francisco de Bobadilla ordinò di porre una croce sul ciglio del cratere per esorcizzare il demonio.

nicaragua

5- Vulcano Hekla (Islanda)
Nel Medioevo si credeva che il vulcano Hekla, che consideravano “la prigione di Giuda” dopo che un antico poema lo ha chiamato così, era una delle porte dell’inferno. Il vulcano Hekla è uno dei più famosi di Islanda ed anche uno dei più attivi all’interno dell’Europa. La leggenda che narra che l’Hekla è il posto dove le streghe si riuniscono col diavolo è arrivata fino ai giorni nostri.

Hekla

6- Pozzo di Darvaza (Turkmenistan)
Il pozzo di Darvaza è un cratere di 69 metri di diametro e 30 di profondità, situato nel deserto del Karakum, vicino al paese di Darvaza, in Turkmenistan. L’origine di questo fenomeno, conosciuto come “la porta dell’inferno”, è abbastanza recente in confronto alle altre porte, visto che risale al 1971. Infatti, un gruppo di geologi sovietici che percorrevano il deserto in cerca di gas diede fuoco al pozzo. Lo fecero per bruciare le emissioni tossiche dopo che aveva ceduto il suolo che c’era sotto ad una piattaforma di perforazione. Da allora, le fiamme non si sono spente.

darvaza

7- Castello Houska (Repubblica Ceca)
Se c’è un luogo che colleziona leggende sull’inferno, questo è il castello di Houska, a nord di Praga. Le leggende che lo riguardano risalgono persino a prima della sua costruzione, nel XIII secolo, e parlano di una crepa che sembrava non finire mai in questo luogo, dove si verificavano strane apparizioni. La gente non esitò a considerarlo come un passaggio verso l’inferno, ancora di più quando ascoltava le leggende che parlavano di creature metà umane e metà animali che emergevano per uccidere il bestiame e seminare il panico tra gli abitanti. Si racconta che un duca offrì la libertà ad un prigioniero se scendeva per questo buco con una corda e raccontava ciò che vedeva. Il prigioniero accettò, ma durante la discesa iniziò a gridare e, appena risalito in superficie, tutti videro come i suoi capelli erano diventati bianchi ed era diventato pazzo. Tutto questo prima che fosse costruito il castello…

houska

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