SUBACQUEI… SI NASCE! (PARTE VENTUNESIMA)

18 October, 2016 - Redacción

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L’istruttore si avvicinò al su allievo ‘distratto’ e lo fece sedere sul tubolare del gommone. Sotto lo sguardo preoccupato del gruppo lo aiutò a liberarsi dell’attrezzatura; a questo punto il silenzio venne rotto dalla voce di Enrico, il nostro secondo istruttore che cercò di motivarci: ‘Forza ragazzi, ora tocca a noi’ ci disse. Dopo un ultimo controllo dell’attrezzatura di tutto il gruppo, si sporse dal tubolare e diede finalmente il via dicendo agli altri istruttori: ‘Sono pronti, li faccio entrare in acqua’. Al segnale di Enrico, uno alla volta, entrammo in acqua; non rimaneva che attendere il nostro istruttore che, in pochi minuti, si sarebbe immerso insieme a noi.

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‘Erogatori alla bocca e…buon divertimento!’ disse. Una frase che mi è rimasta dentro e che ho fatto mia. Il primo istruttore cominciò ad immergersi lentamente, tenendosi, con una mano, alla catenaria e impugnando, con l’altra mano, una torcia accesa. Rivolgendo lo sguardo verso l’alto, era in grado di controllare tutti noi. Enrico chiudeva il gruppo, comunicando con specifici segnali luminosi (di cui, all’epoca, non conoscevo il significato).

Scendendo ricordo che provai una sensazione particolare: ero lento nei movimenti, infastidito dal GAV sulle spalle, avevo paura e provavo stupore nell’ammirare la bellezza del blu che mi circondava. Intravedevo alcuni pesci curiosi avvicinarsi e sentivo chiaramente il mio respiro, seguito dalla fuoriuscita delle bolle d’aria che rompevano delicatamente il silenzio che mi avvolgeva. Era solo l’inizio di un viaggio meraviglioso (che tutt’ora dura).

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Arrivati tutti sul fondo, al termine della catenaria, l’istruttore si premurò di verificare che fossimo tutti nelle migliori condizioni e il gruppo rispose all’unanimità in maniera affermativa. A quel punto l’istruttore ci invitò a seguirlo e si mosse verso la parete rocciosa, per scoprire un luogo unico di cui avevamo solamente sentito parlare.

Chiaramente il gruppo non aveva un assetto e qualche pinnata toccò il fondo, sollevando un leggero ‘polverone’ sabbioso. Anche questa volta il primo istruttore si fermò per verificare che tutto procedesse bene e vidi nuovamente Enrico muovere la torcia. Ogni aspetto era per me nuova e affascinante e, senza rendermene conto, rallentavo il gruppo nell’ammirare il paesaggio che mi circondava. Il mio desiderio di conoscere stava prendendo il sopravvento, spazzando via la paura…

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