Blue Frontiers, nasce la prima isola galleggiante indipendente

13 settembre 2018 - Redazione

Foto: Blue Frontiers
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Blue Frontiers, nasce la prima isola galleggiante indipendente

Si chiama Blue Frontiers e ha tutte le carte in regola per diventare una delle mete preferite dai turisti provenienti da ogni parte del mondo. Per chi non lo sapesse, si tratta di un’isola galleggiante totalmente svincolata da qualsiasi genere di governo.

Blue Frontiers: quando la politica resta sulla terra ferma

L’isola Blue Frontiers verrà realizzata al largo di Thaiti e, come è facile intuire, in pochissimo tempo diventerà una delle attrazioni verso cui volgerà lo sguardo il mondo intero. A renderla così speciale è il fatto che questa isola potrà gestirsi in maniera del tutto autonoma sia sotto il profilo politico che dal punto di vista economico.

Pensato da Seastading Institute, questo progetto ha ottenuto finanziamenti sia da accademici che da investitori privati. Un vero e proprio successo che in pochissimo tempo ospiterà circa 300 case, uffici, locali, ristoranti e alberghi.

Trovandosi in acque internazionali, il tutto sarà libero da vincoli economici e politici, come detto poco sopra. Se avete intenzione di organizzare una vacanza diversa dal solito, Blue Frontiers potrebbe essere la meta che fa al caso vostro. Volendo, poi, potreste prendere in seria considerazione l’ipotesi di trasferirvi in questo paradiso terrestre.

Blue Frontiers, nasce la prima isola galleggiante indipendente Foto: InNaturale

Come verrà realizzata Blue Frontiers e quali sono le prospettive per il futuro

La Blue Frontiers verrà realizzata con due piattaforme in cemento armato e sorgerà all’interno del perimetro segnato dalla barriera corallina. La costa si troverà a poche centinaia di metri e, dunque, raggiungere la terra ferma sarà facilissimo.

Sulle piattaforme si troveranno strutture non più alte di tre piani e l’energia verrà prodotta ricorrendo solo ed esclusivamente alle fonti rinnovabili tra cui l’eolico e il solare. Tutti i materiali utilizzati, poi, saranno rigorosamente eco-compatibili e tra questi ci saranno tra gli altri: legno, fibra di cocco e bambù. A rendere tutto ciò possibile è stato un accordo tra il governo polinesiano e i promotori, considerando che grazie a quest’isola artificiale si avrà la possibilità di arginare il problema dell’innalzamento delle acque che, com’è noto, sta mettendo in pericolo gli atolli della Polinesia francese.

In ultimo, è fondamentale precisare che su Blue Frontiers circolerà una cripto-valuta del tutto autonoma. La Blue Frontiers dovrebbe essere pronta entro il 2022 e, dunque, non resta altro da fare che attendere e mettere da parte qualche risparmio per riuscire a visitare questa isola artificiale che ben presto diventerà un progetto da replicare in qualche altro angolo del mondo.

 

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