Filippine: Boracay off limits per i turisti a causa dell’inquinamento

12 giugno 2018 - Redazione

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Filippine: Boracay off limits per i turisti a causa dell’inquinamento

La famosa Isola di Boracay, meta paradisiaca delle Filippine, è stata chiusa ai turisti per sei mesi a causa dell’inquinamento che ha raggiunto livelli impressionanti. Una delle principali cause è l’insostenibile flusso del turismo di massa che, a causa dell’inciviltà e l’incuria generale dei frequentatori, ha portato al collasso il delicato ecosistema ambientale.

La seconda causa è stata la mancanza di regolamentazione in materia di scarico delle acque reflue, che ha consentito a più di 195 attività commerciali e circa 4mila abitazioni private di non essere collegate alle reti fognarie e di scaricare direttamente i liquami in mare.

Le acque di questo paradiso naturale, note a tutti come azzurre e cristalline, a causa dell’inquinamento sono sempre più sporche e maleodoranti, già lo scorso anni era stato registrato un allarmante livello di colibatteri. Un ulteriore aggravante sarebbe la condizione di deterioramento della rete fognaria, insufficiente a gestire la presenza di quasi due milioni di visitatori l’anno.

A causa dell’inquinamento, che ha trasformato il tesoro di sabbia bianca in un vero e proprio pozzo nero, il presidente filippino Rodrigo Duterte ha quindi deciso di limitare l’impatto turistico con il divieto temporaneo di sei mesi, per permettere il ripristino del delicato ecosistema e risolvere il problema delle acque reflue.

Analoga situazione si presenta in terra thailandese, in cui il governo ha adottato lo stesso provvedimento sulla spiaggia di Maya Bay, sull’isola di Phi Phi Lehi, resa famosa dal film ‘The Beach’, per salvaguardare e per permettere il ripristino della barriera corallina e della fauna marittima, danneggiate a causa dell’inquinamento prodotto dal turismo di massa.

Forse vale la pena fermarsi a riflettere e prendere atto che l’ambiente in cui viviamo è la nostra casa, va protetta e difesa. Dobbiamo prendercene cura, lasciarci guidare dal buon senso e limitare i comportamenti che possono alterare e distruggere i delicati meccanismi e le interazioni che lo compongono. Proteggere questo equilibrio è una responsabilità di ciascuno di noi.

 

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