Come nasce la tradizione della siesta in Messico?

15 aprile 2017 - Redazione

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Chi di noi non ama concedersi un riposino pomeridiano? E’ un momento di assoluto relax, utile per staccare dalla routine e ricaricare le pile. In Messico la chiamano siesta, ma da dove nasce questa tradizione?

Se, da noi, il riposino pomeridiano è un lusso che in pochi si possono permettere durante i giorni feriali, in Messico è una vera e propria istituzione che ha radici profonde e una storia molto particolare.

Perché fare la siesta?
La siesta del Messico è, in realtà, una tradizione importata dalla Spagna nel periodo coloniale. La tradizione della siesta nasce dalla necessità di riposare dopo il pasto di mezzogiorno, che in Paesi come questi è molto calorico. Capita a tutti di sentire una certa sonnolenza dopo il pasto prandiale, dovuta principalmente al processo digestivo in atto. Questa sensazione è accentuata nel periodo estivo, quando le temperature si fanno più alte e la calura influisce notevolmente su questa percezione. Studi autorevoli hanno dimostrato che una pausa di 15 minuti dopo pranzo giova notevolmente alla salute, garantendo una prosecuzione migliore del lavoro.

La siesta in Messico: storia e tradizione
Se, in Italia, il pisolino è un privilegio che i lavoratori si ritagliano nella pausa pranzo, quando possono, in Messico la siesta è contemplata nella pausa stessa, come momento di assoluto riposo in cui si consiglia di sospendere tutte le attività per dedicarsi al relax. Durante la stagione estiva, infatti, le temperature messicane superano abbondantemente i 40 gradi durante le ore di punta. Considerando che la cucina messicana è nota per la piccantezza delle sue spezie, appare evidente che quando gli spagnoli arrivarono in questo Paese, sentirono come necessaria l’applicazione dell’istituto della siesta, che da quel momento è entrato a far parte della tradizione messicana.

La cultura della siesta in Messico
Durante i mesi estivi messicani è molto raro trovare qualcuno per strada prima delle 18: i negozi sono chiusi e le attività aperte al pubblico non lavorano perché le temperature sono eccessivamente alte per lavorare tranquillamente o per passeggiare. Una lunga siesta, dunque, che va dall’ora prandiale, generalmente fissata tra le 13 e le 14, fino alle 18. Tuttavia, i negozi restano aperti fino a tarda sera, quando abbassano le saracinesche non prima delle 22/23.
Una struttura sociale basata sulla siesta, dunque, che più che un vizio da queste parti è una vera e propria necessità.

Il caso di Ador
Nel Paese in cui la siesta è nata, inoltre, c’è un paese in cui la siesta è un vero e proprio istituto legale obbligatorio a cui gli abitanti sono tenuti ad attenersi. Ador è un piccolo centro abitanti spagnolo vicino a Valencia dove dalle 14 alle 17 è imposto l’assoluto rispetto del silenzio. Niente tv o radio, i bambini devono restare nelle loro case e il volume della voce dev’essere mantenuto basso. Questa è una comunità che si basa sul lavoro rurale e quelle sono ore troppo calde per lavorare nei campi, quindi i contadini sono tenuti al riposo per migliorare la loro produttività.

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