Pingaluit, il suggestivo lago meteoritico perfettamente circolare

30 dicembre 2017 - Redazione

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La canadese penisola di Ungava, nel Québec settentrionale, custodisce nel cuore della tundra una piccola meraviglia della natura: è un lago dalla forma perfettamente circolare noto come Pingualuit Crater.

 

La bellezza del lago Pingualuit

Quello che a prima vista vi può sembrare un semplice lago scolpito da madre natura, in realtà è uno dei crateri più belli del pianeta che tanto ha suggestionato le indigene popolazioni degli Inuit: queste infatti celavano l’esatta posizione del lago-cratere perché consideravano sacro il luogo, come se fosse una fonte di energia e rinascita, battezzandolo inoltre come “l’occhio di cristallo di Nunavik”. Il nome Pingualuit secondo alcuni fa riferimento all’effetto che le sue acque gelide ha sulla pelle, secondo altri invece è traducibile come “là dove la terra risorge” richiamando quegli alti pendii di granito che costituiscono i bordi del cratere e che sono visibili fino a 10 km di distanza. Sappiate che la scalata dei bordi sarà difficoltosa, ma la vostra fatica sarà ripagata dalla vista spettacolare sul lago il cui diametro sfiora i 3 km. La causa di questa straordinaria formazione è stato l’impatto sulla terra avvenuto circa 1,4 milioni di anni fa di un meteorite ricco di metalli pesanti la cui forza è stata paragonata a più di 8000 volte quella della bomba atomica su Hiroshima. Il cratere nei millenni si è riempito di acqua dolce, grazie alle piogge e allo scioglimento delle nevi, tanto da dare vita ad un lago cristallino tra i più puri al mondo: la qualità dell’acqua è dovuta alla mancanza di fuoriuscite e innesti esterni, alla lontananza di centri abitati (il paese più vicino, Kangiqsujuaq, è a più di 100 km di distanza) e infine al fatto che per nove mesi, da novembre a luglio, la superficie del lago è ricoperta da ghiacci.

Pingaluit

La scoperta del Pingualuit Crater

Se oggi il Pingualuit Crater, in Québec è meta di turisti provenienti da tutto il mondo, un tempo i soli a conoscerlo erano paleontologi, ricercatori e geologi. I primi a venire a conoscenza di questo lago meteoritico furono i piloti che lo fotografarono nel 1943 considerandolo un punto di riferimento per le loro missioni. Il primo ad avvicinarsi al Pingualuit fu il ricercatore Frederic Chubb che credette di trovarsi davanti alla bocca di un vulcano e decise di esplorare la zona in cerca di gemme preziose. Fu però Victor Menn del “Royal Ontario Museum” ad appurare che in realtà era davanti al cratere formatosi in seguito all’impatto di un meteorite nel Pleistocene, come fu accertato poi in successive spedizioni. Si capì inoltre, con l’utilizzo di un magnetometro, che nel cratere non vi è alcuna presenza di metalli in quanto pare che il meteorite una volta schiantatosi sul suolo terrestre sia subito evaporato. Si può ben capire il motivo per il quale il Pingualuit Crater, che custodisce al suo interno ben due glaciazioni, sia stato preservato creando il “Pingualuit National Park”.

Pingaluit

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