Segui le tracce di Chris McCandless con lo Stampede Trail

21 dicembre 2017 - Redazione

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Amato da molti per il suo coraggio e criticato da altri per l’incoscienza che lo portò alla morte, Chris McCandless continua a essere fonte d’ispirazione per molti viaggiatori che ogni anno si avventurano sul famoso Stampede Trail.

Chi era Chris McCandless

Divenuto celebre per il libro “Into the Wild” pubblicato nel 1992 e il successivo film del 2007 diretto da Sean Penn, Chris McCandless era un giovane statunitense benestante che, subito dopo aver conseguito la laurea, donò in beneficenza i suoi risparmi e partì alla volta dell’Alaska. Proprio in Alaska trascorse gli ultimi 3 mesi della sua vita, vivendo in un autobus abbandonato da lui stesso ribattezzato “Magic Bus”, oggi ancora raggiungibile percorrendo lo Stampede Trail, dove è morto  a soli 25 anni.

A lungo si è  ritenuto che il giovane fosse per la fame, ma secondo le ultime teorie la causa del decesso è stato il latirismo, una patologia neurologica che provoca estrema debolezza ed è causata dall’ingestione di una sostanza tossica (la canavanina) contenuta nei semi di alcuni legumi, di cui probabilmente Chris si nutrì.

Segui le tracce di Chris McCandless con lo Stampede Trail

Lo Stampede Trail

Lo Stampede Trail è un sentiero di 40 km che inizia nei pressi della cittadina di Helay e percorrendolo si arriva al famoso Magic Bus di Chris. È una strada completamente immersa nella natura, senza case o altri edifici nei dintorni e senza segnale del cellulare per cui dovete essere ben organizzati.

Il periodo migliore per percorrere lo Stampede Trail è indubbiamente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, cioè quando le temperature si fanno più miti (attenzione però, durante la notte possono comunque arrivare a -20°) ma ghiaccio e neve non sono ancora sciolti quindi è sconsigliabile  attraversare il fiume.

Segui le tracce di Chris McCandless con lo Stampede Trail

All’avventura o in tour organizzati?

Sono molti i viaggiatori che si spingono fino in Alaska alla ricerca di quel senso di libertà che ha ispirato  lo stesso Chris. Si tratta, però, di un luogo estremamente selvaggio e con condizioni climatiche che possono rivelarsi molto avverse, perciò occorre una certa preparazione fisica per affrontare trekking tra i ghiacci a temperature molto basse.

È bene che siate onesti con voi stessi e se dubitate di riuscire a sostenere le fatiche che comporta un trekking in Alaska, sappiate che esistono anche delle guide che, ovviamente a pagamento, organizzano escursioni in motoslitta o con le slitte trainate da cani. Preso coscienza di ciò, si tratta sicuramente di una meta che vale la pena visitare almeno una volta nella vita.

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