Selvaggio Blu, tutto quello che devi sapere sul trekking più estremo d’Italia

16 maggio 2018 - Redazione

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Selvaggio Blu, tutto quello che devi sapere sul trekking più estremo d’Italia

Un percorso di trekking estremo e molto avvincente: questo è il Selvaggio Blu, che fa al vostro caso se amate l’avventura e siete alla ricerca di un’esperienza molto particolare.

Il Selvaggio Blu non è per tutti

Un elemento fondamentale che vale la pena sottolineare è che il Selvaggio Blu non è un percorso di trekking comune. Se volete percorrerlo dovreste avere delle capacità che vi saranno molto utili: a partire da un senso dell’orientamento spiccato visto che la sensazione di perdervi potrebbe essere ricorrente.

Oltre a dover ricordare che il Selvaggio Blu richiede anche capacità di arrampicata e di utilizzo di appositi attrezzi per esperti di montagna come corde, ganci e quant’altro. Potreste anche scegliere di affidarvi a guide locali che possono garantire anche la possibilità di ricevere scorte di acqua a sufficienza.

C’è una parte del percorso, minima rispetto alla sua interezza, che è indicata anche se siete meno pratici e che potrete effettuare con personale che vi aiuterà. In generale occorre evidenziare che non è un percorso di trekking agevole soprattutto per coloro che non avete grande dimestichezza con questo tipo di attività.

Il bello di una Sardegna più “dura”

Selvaggio Blu,

Quando si parla di Sardegna il pensiero non può che andare al suo mare meraviglioso e alle sue numerose attrazioni turistiche che si trovano nelle principali località. Eppure il Selvaggio Blu è il posto giusto per capire che la bellezza di questa regione non è unicamente legata alle spiagge e al mare.

La montagna è un altro dei pezzi forti di questo tratto d’Italia. Un sapore di montagna che si mescola alla perfezione con la meravigliosa vista del Mediterraneo. Si tratta anche di un modo molto differente per visitare un’isola suggestiva ed emozionante che da sempre attira un grande numero di turisti.

Sicuramente dovrete ricordare che si parla di un percorso complesso e che vi mette di fronte ad una natura a tratti quasi ostica: ecco perché è meglio dedicarvi a questa tappa in periodo primaverile o estivo, evitando categoricamente le giornate in cui possa esserci pioggia. Questa renderebbe scivolose le rocce e metterebbe a repentaglio la salute dei turisti.

Perché il nome Selvaggio Blu?

Questo percorso di trekking che si trova in Sardegna ha sicuramente un nome molto particolare. Esso risale al 1988, anno in cui Mario Verin del CAI  di Firenze decise di sperimentarlo. Questa è una tappa assolutamente selvaggia in quanto si sviluppa per circa 40 chilometri ed è un insieme di natura incontaminata che a tratti diventa molto spinosa e che perciò rende necessario un abbigliamento ed attrezzature consone.

Un’esperienza che potrete vivere in uno scenario paradisiaco: l‘aggettivo “blu” deriva dal fatto che si tratta di una via marina che affaccia direttamente sull’acqua. Il tutto ricordando che potrete vedere lo splendido mare della Sardegna con il suo colore limpido e cristallino.

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