Ti senti un vero Pilota? Prova la strada più pericolosa del mondo

29 gennaio 2018 - Redazione

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Ti senti un vero Pilota? Nel cuore del circondario autonomo della Čukotka, area orientale russa al confine con l’Alaska, si trova una winter-road recentemente dichiarata la strada più pericolosa al mondo.

La nascita di Zimnik

Si trova in Siberia questa strada pericolosa fatta di solo ghiaccio e che collega Pevek, la città più a nord della Russia, con l’Isola di Ayon. La gente del posto la chiama Zimnik per indicare un tratto di strada invernale ma solo temporanea: deriva dal russo “zima”, cioè inverno, e ricorda un anziano dio slavo, dalla candida chioma e il cui bastone gelava tutto ciò che toccava. Questa ice-road è percorribile solamente nei mesi invernali, quando la temperatura è talmente rigida da sfiorare i -35°. A queste proibitive condizioni si forma dunque questa spessa lastra di ghiaccio laddove nei mesi dell’anno più miti c’è solo un braccio del Mare Glaciale Artico. Infatti l’Isola di Ayon da agosto ad ottobre, quando il ghiaccio si è sciolto o è comunque diventato troppo sottile, è raggiungibile solamente con imbarcazioni o elicotteri.

Rifornimenti per l’isola

Le 400 persone che abitano su questa remota isola siberiana, devono pur ricevere il sostentamento per vivere e dunque, se raggiungete queste lande desolate in pieno inverno, potrete osservare quanto questa strada di ghiaccio sia altamente battuta. Autocarri anche pesanti sfidano la pericolosità di questa strada, sopportando magari sinistri scricchiolii sotto le ruote, per trasportare ogni genere primario alla popolazione di Ayon: vengono riforniti di cibo, di gasolio e carbone, di materiale edile e di medicinali. Lì dove il bianco domina tanto da non poter distinguere il cielo dalla terra innevata, camionisti temerari sfidano non solo il ghiaccio formatosi sul braccio di mare, ma anche le rigide temperature siberiane e venti che soffiano a più di 70 nodi.

Da Pevek all’Isola di Ayon

Pevek, affacciata sul mare della Siberia orientale, non vi apparirà come la più bella tra le cittadine russe, nonostante qui sorgano il “Pevek Museum of Local Lore” sulla storia della città e il suggestivo “Museo dei Gulag”: in quest’ultimo sono esposti oggetti provenienti dai vicini campi di lavori forzati, dove venivano rinchiusi coloro che collaboravano con il nemico. L’Isola di Ayon è costituita essenzialmente da tundra, punteggiata da zone paludose e da specchi d’acqua: è qui che gli abitanti Ciukci si dedicano all’allevamento delle renne che d’estate, quando l’isola rinasce, trovano distese di erba perfetta per pascolare. Nella scuola-museo dell’isola avrete inoltre la possibilità di osservare uccelli impagliati, enormi zanne di mammut e manufatti dei Paleo-Eskimo risalenti al Neolitico.

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