Viaggiare nel tempo è davvero impossibile?

8 Febbraio 2018 - Redazione

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Il primo tentativo di viaggiare nel tempo è di marca italiana. Un esperimento in scala, che fonde la realtà con la fantascienza ed apre le porte a possibilità inimmaginabili.

Quando la realtà supera l’immaginazione

Ciò che fino a qualche anno fa sembrava pura fantascienza, oggi appare sempre più vicino a diventare realtà. È questo il risultato dell’esperimento scaturito da anni di ricerche sui wormhole, cunicoli che permetterebbero di viaggiare nel tempo. Un team di studiosi e ricercatori italiani ha pensato di ricostruire queste scorciatoie spazio-temporali in laboratorio e, sebbene ancora su piccolissima scala, i prototipi realizzati hanno dimostrato come viaggiare attraverso il tempo non sia più una sfida impossibile. In attesa dei futuri viaggi intergalattici, la ricerca promette di potenziare i dispositivi che si basano sulle nanotecnologie. Il prototipo in questione è stato descritto anche dal sito scientifico ArXiv e attende di essere pubblicato sulla rivista tematica “International Journal of Modern Physics”.

Un esperimento tutto italiano

La realizzazione del primo prototipo di wormhole è avvenuta in Italia e più precisamente presso i laboratori dell’Università Federico II di Napoli. A darne notizia è il fisico Salvatore Capozziello, coordinatore del gruppo di lavoro e direttore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), nonché presidente della “Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione” (Sigrav). La realizzazione dei cunicoli che consentirebbero di viaggiare nel tempo fu già studiata negli anni ’30 da Nathan Rosen e Albert Einstein, poiché fra i capisaldi della teoria nota come “ponte di Einstein-Rosen”. Uno dei problemi teorici più importanti, afferma Capozziello, era quello legato alla spiegazione di strutture che, alla stregua dei buchi neri, riescono ad assorbire grossi quantitativi di energia senza restituirla.

Il principio dei wormhole
La spiegazione più plausibile, suggerisce il fisico, è che lo spazio-tempo sia “bucato”: si tratta di un’ipotesi affascinante, che implica l’opportunità di viaggiare attraverso varie zone dello spazio-tempo, collegando tra loro universi paralleli. Il problema era verificare quanto detto attraverso un esperimento. Capozziello ha affermato che il test è partito dall’idea di poter simulare effetti gravitazionali con energie inferiori alla norma, con l’intento di riprodurre un wormhole in laboratorio. Il prototipo realizzato è minuscolo ed è stato creato unendo due foglietti di grafene (il materiale più sottile al mondo) attraverso legami molecolari. Se da un lato il cunicolo spazio-temporale ricreato stuzzica la fantasia di scienziati e non, le applicazioni possibili risultano abbastanza concrete: il grafene si è rivelato perfetto per controllare le correnti in entrata e uscita e rendere la struttura stabile, pertanto il nuovo obiettivo è costruire un prototipo più grande, in grado di trasmettere segnali precisi a livello atomico.

Viaggiare nel tempo

 

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