I 7 caffè più belli d’Europa: quali hai visitato?

18 dicembre 2017 - Redazione

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I 7 caffè più belli d’Europa: quali hai visitato?

Ci sono luoghi belli perché la storia li ha attraversati, lasciando memorie indelebili di sé. Vi sono caffè  in Europa ricchi di  fascino, vissuti per secoli e che ancora oggi sprigionano incanto.

Gran Cafè, Oslo

Ibsen aveva un tavolino fisso in questo caffè norvegese: oggi questa caffetteria del 1847 si è rimodernata ma ha mantenuto l’antico fascino, con la musica jazz in sottofondo, le originali sedie thonet e il grande dipinto di Per Krohg.

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Closerie des Lilas, Parigi

Siamo a Montparnasse e questo caffè mantiene dal 1847 l’affascinante atmosfera bohémien, col mosaico sui pavimenti e il pianoforte all’entrata. Molte furono le personalità celebri che lo frequentarono, da Cézanne a Baudelaire fino ad arrivare ad Hemingway che lo definì “uno dei due migliori caffè di Parigi”. La sua fama è legata al Ballo Bullier, famoso balletto parigino che si svolgeva in un giardino di lillà.

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Antico Caffè, Roma

Le salette di questa caffetteria di Via Condotti, nata nel 1760, hanno visto all’opera il fascino di Casanova e magari stimolato la mente di Andersen. Oggi queste camere costituiscono una grande galleria d’arte privata, essendo qui conservate, tra divani color rubino, centinaia di opere d’arte.

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Caffè New York, Budapest

E’ la caffetteria più sfarzosa d’Europa, in quel ricco stile rinascimentale che tra specchi, opulenti lampadari, stucchi e marmi, la fa somigliare più ad un palazzo reale che ad un caffè. Proprio questo ambiente, nel cuore del quartiere ebraico, ispirò le menti di Kostolany e Krúdy.

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Caffè Florian, Venezia

Questa caffetteria si affaccia sulla meravigliosa Piazza San Marco e da circa 300 anni ne riflette l’eleganza in sale di marmo affrescate, ricche di specchi ed opere d’arte: ambienti d’altri tempi con accendisigari, argenterie e porcellane, come se quelle soffici poltrone attendessero ancora la visita di Dickens o Lord Byron, o dei patrioti italiani che cospiravano contro gli Asburgo.

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Caffè Procope, Parigi

Questa caffetteria è stata fondata da un siciliano nel 1686 e il suo sorbetto conquistò presto artisti e rivoluzionari come Robespierre e, si sussurra, Napoleone. Oggi non si è serviti più da camerieri con parrucche incipriate, ma le salette sono un tesoro di cimeli storici e le porte dei due bagni recano ancora le diciture repubblicane “Citoyennes” e “Citoyens”.

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Cafè Central, Vienna

Era noto come “l’Università degli scacchi” in quanto assai frequentato dagli scacchisti tra i quali Trotsky. Ancora oggi questa caffetteria esprime lo sfarzo imperiale degli Asburgo, nel cuore di Vienna sulla Inner Stadt: qui è possibile assaporare dolci divini in piatti di porcellana e usando cucchiai di argento.

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