Consigli per mercanteggiare nei mercatini del Marocco

15 agosto 2018 - Redazione

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I souq del Marocco sono un’autentica esplosione di colori, odori, suoni e sapori. La tentazione di comprare qualcosa o anche tutto si impossessa persino del turista più tranquillo e parsimonioso. Però nei mercatini del Marocco bisogna sapere mercanteggiare per ottenere la migliore relazione qualità-prezzo.  È anche un modo molto spontaneo di scambiare quattro chiacchiere con i venditori locali e conoscere un po’ più a fondo questa affascinante cultura.

C’è da dire che muoversi per i souq non è del tutto facile, data la struttura labirintica delle stradine, la scarsa frequenza di indicazioni e l’insistenza di alcuni venditori che cercano di attirare a tutti i costi l’attenzione dei turisti. Forse il modo migliore è accettare il caos e lasciarsi guidare dall’intuizione, anche se è consigliabile evitare i negozi o le bancarelle in cui i commercianti si mostrano troppo insistenti.

La prima cosa da sapere è che le merci esposte nei souq sono quasi sempre senza prezzo, per cui è veramente complesso stabilire il loro valore reale. Un consiglio utile prima di sedersi a mercanteggiare nei mercatini del Marocco è quello di farsi un giro e chiedere quanto costa un determinato articolo in vari negozi, per cercare di farsi almeno un’idea del rango di prezzi.

Siccome i venditori alzano sistematicamente i prezzi quando vedono dei turisti, la prima offerta dovrebbe essere per circa la metà del valore originale o anche meno, affinché la contrattazione sia davvero efficace. La forma di mercanteggiare nei mercatini del Marocco può risultare un po’ aggressiva in certi posti. Non è necessario alzare la voce.

Se il prezzo non è quello desiderato, è meglio abbandonare il negozio. In molti casi il negoziante corre dietro al cliente e finalmente accetta il prezzo proposto dal turista, o almeno fa un’offerta generosa che si avvicina all’importo desiderato.

Normalmente se il commerciante conclude la vendita con un sorriso da orecchia a orecchia significa che ha guadagnato molto bene e che quindi, ahimè, non avete fatto un bell’affare. Se invece il venditore è leggermente contrariato, vuol dire che avete ottenuto un ottimo prezzo. In alcuni casi vi possono dire che siete “berberi”. In questo caso significa che avete condotto benissimo la contrattazione.

Spesso durante la trattativa o prima del pagamento viene offerto un tè alla menta, che i locali chiamano scherzosamente “whisky marocchino”. Non è considerato un gesto di buona educazione rifiutarlo, quindi si può accettare senza remore.

Tra le bancarelle dei mercatini del Marocco si possono trovare prodotti molto particolari, come spezie, oli essenziali, articoli di pelle e cuoio, stoffe, lampade, gioielli o splendidi oggetti di ceramica. Oltre a mercanteggiare, vale la pena approfittare per chiedere ai venditori maggiori informazioni sulla produzione e la lavorazione di questi prodotti.

È un sistema eccellente che permette di imparare molte cose interessanti sulla cultura e l’artigianato del Marocco. In genere i negozianti sono molto più disponibili quando notano un vero interesse per l’acquisto. Molti adorano descrivere le merci e mostrare gli articoli più rari e stravaganti del negozio.

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