Lanzarote da non perdere, il primo museo sottomarino d’Europa

8 giugno 2019 - Redazione

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Alle Canarie potete trovare il primo museo sottomarino d’Europa. Il suo nome è Museo Atlántico ed è ubicato al largo di Lanzarote, una meta visitata ogni anno da migliaia di turisti. La particolarità di questa esposizione di statue realizzate dallo scultore britannico Jason deCaires Taylor è data proprio dalla loro collocazione: il fondo marino a circa una dozzina di metri di profondità.

Una esposizione veramente unica

Al largo della costa occidentale del continente africano, quasi dirimpetto al Marocco, si erge l’arcipelago delle Isole Canarie di cui Lanzarote fa parte. E proprio nei fondali di quest’isola che lo scultore inglese ha deciso di ‘esporre’ le sue opere creando un particolarissimo museo non propriamente accessibile a tutti.
Lanzarote da non perdere, il primo museo sottomarino d'Europa

Infatti per togliersi la curiosità di visitare il primo museo subacqueo d’Europa è necessario partecipare ad una visita con guida che si effettua in gruppo. Trattandosi di una vera e propria immersione è necessario affittare alcune attrezzature per il diving in uno dei tanti negozi dedicati al mondo dei sub. Il costo dell’escursione varia tra gli 8 e i 12 euro (ovviamente a parte occorre considerare il costo del nolo della necessaria attrezzatura e l’eventuale certificazione PADI) ed è possibile farla dal lunedì al sabato a partire dalle 9,30 fino alle 17,30.

A una dozzina di metri, adagiato sul fondale della Bahia de Las Coloradas nella parte sud di Lanzarote, si trova il Museo Atlántico costituito da un percorso museale che include dodici installazioni create da Jason deCaires Taylor che, attraverso le sue opere, mira a sensibilizzare la gente circa un necessario cambiamento comportamentale che abbia il suo fulcro nella consapevolezza ambientale.

Lanzarote da non perdere, il primo museo sottomarino d'Europa Foto: Flickr

 

Le figure che giacciono sul fondale sono state disposte in modo curioso e provocatorio proprio per stimolare la coscienza di coloro che avranno modo di vederle.

L’ultima installazione, dal titolo The Human Gyre, vede la presenza di oltre duecento figure a grandezza 1:1 che formano una sorta di vortice. Le statue includono figure di persone di ogni ceto e di ogni età e la voluta formazione circolare crea una barriera alquanto articolata che risulta essere habitat ideale per molte specie marine.

L’idea dell’artista è quella di far considerare ai visitatori che il genere umano si è evoluto dalla vita marina e che quindi, a questa dobbiamo essere legati. La fragilità del genere umano dinnanzi alla potenza della natura deve esserci sempre presente così come rendersi conto che l’ossigeno che ci consente di vivere deve essere salvaguardato grazie ad una tutela ambientale capace di regolare il clima della terra.

Un messaggio altamente ecologista quello gridato da Jason deCaires Taylor nel silenzio dell’oceano.100317-turista

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