New York, un’isola da brividi a pochi metri dal caos

28 ottobre 2018 - Redazione

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New York, un’isola da brividi a pochi metri dal caos

Avete mai sentito parlare dell’isola da brividi di New York? Si chiama North Brother Island e dista meno di un miglio da Manhattan. È quasi sconosciuta e la gente che vi abitava l’ha abbandonata oltre 55 anni fa.

Uno dei luoghi più straordinari della Grande Mela

North Brother Island è tra i luoghi più straordinari e meno conosciuti di tutte le aree naturali di New York City. Oltre agli uccelli che popolano le sue coste e i suoi boschi, l’isola conta soltanto alcune strutture fatiscenti e abbandonate, lasciate da coloro che un tempo vi abitavano.

L’unico modo per raggiungere l’isola da brividi di New York è a bordo di una barca. Per farlo il più velocemente possibile conviene partire da Barretto Point Park, nel South Bronx.

New York, un'isola da brividi a pochi metri dal caos

Da qualche anno, a nessuno è permesso di visitare l’isola senza essere scortati da una delle guardie forestali del Dipartimento Parchi di New York City, ente che gestisce la riserva.

Un luogo che mette i brividi

Chi giunge sull’isola viene accolto dai vecchi pontili di legno marci e da qualche imbarcazione divorata dalla salsedine. L’isola fu abitata per la prima volta nel 1885: da allora la sua storia è diventata un alternarsi di episodi di abbandono e ripopolamento. Non mancano neanche alcuni episodi inquietanti occorsi in zona.

Nel giugno del 1904 avvenne uno dei più gravi: un piroscafo chiamato Generale Slocum esplose e affondò. Soltanto 321 persone sopravvissero, mentre i corpi di oltre mille passeggeri furono ritrovati sulle coste dell’isola. Dal 1880 al 1943, la città utilizzò l’isola per spedirvi le persone colpite da patologie contagiose. Tutti coloro che morirono qui passarono nel grande obitorio situato proprio al centro dell’isola.

New York, un'isola da brividi a pochi metri dal caos Foto: Flick

La natura si è riappropriata di ogni cosa

Sull’isola da brividi di New York la vegetazione ha inghiottito tutti gli edifici presenti, rendendo strade e marciapiedi quasi irriconoscibili. Fabbriche ed edifici svettano tra gli alberi rendendo l’isola al contempo suggestiva ed inquietante. A causa del loro pericoloso stato di abbandono, i funzionari del Dipartimento Parchi non lasciano avvicinarsi nessuno alle strutture.

A partire dal 1951 e fino all’ultimo abbandono, l’isola fu utilizzata come centro di riabilitazione per ex tossicodipendenti. Oggi, la maggior parte delle strutture abbandonate sembra sospesa in un’attesa infinita; un’attesa che le separa dall’imminente crollo. L’abbandono definitivo dell’isola è datato al 1963. Da allora poche persone hanno avuto il coraggio di mettervi piede, a causa del suo aspetto quasi spettrale.

 

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